PER DIVENTARE COSTANTI SERVE SENTIMENTO - Cinzia Dalla Gassa
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03 Nov PER DIVENTARE COSTANTI SERVE SENTIMENTO

 

In questo periodo dell’anno i consigli per rimettersi in forma sbocciano come i fiori nei prati. Integratori di ogni genere, diete lampo, consigli di guru e non, offerte speciali in piscine e palestre. Sembra che qualsiasi consiglio si rivelerà efficace a raggiungere il risultato desiderato. Più energia, più tono, più leggerezza e maggiore benessere.

Se trovare il giusto equilibrio alimentare e svolgere una valida attività fisica con un minimo di consapevolezza in più sembrano compiti semplici, mantenerli potrebbe rivelarsi più complicato.

Dopo un po’ di tempo, complici una serie di fattori e circostanze, qualcosa nel meccanismo si inceppa. Il disordine cresce, aumenta la confusione, riemergono alcuni vecchi schemi e comportamenti molto più familiari e responsabili dei risultati della situazione iniziale. Fino al punto in cui si abbandonano i buoni propositi.

Per apprezzare i benefici associati a determinate scelte di stile di vita a volte serve tempo ed è evidente quanto sia utile essere costanti nell’agire in un certo modo.

Ed è proprio la costanza a rivelarsi un punto debole. Comprendere cosa accade quando si è convinti di non essere costanti è strategico perché presto o tardi si potrebbe manifestare un comportamento coerente con tale convinzione che renderebbe difficile mantenere alcune abitudini. Ancora più interessante è esplorare cosa si intende per costanza, o per essere costante.  E non stupisce come per molti l’idea di essere costante sia associata a sensazioni ed emozioni così poco piacevoli, da non avere nessuna voglia di esserlo.

Sentirsi costretti, annoiati dal fare sempre le stesse cose, inquadrati, dentro gli stessi schemi scontati, passivi. Se essere costante implica questo, allora è comprensibile non desiderare di  diventarlo.

Da un lato si è consapevoli che serve costanza per stare bene, dall’altro rimane il disagio e la tensione per ciò che passa per la mente e si prova pensando alla costanza.

E’ la stessa etichetta del significato attribuito al concetto di essere costanti che contribuisce ad alimentare la difficoltà di esserlo.

E se si cominciasse a nutrire un sentimento più piacevole all’idea di essere costanti?

Se sono costante sono più determinato, quindi ottengo ciò che desidero e questo mi fa star bene, anzi meglio.

Se sono costante divento talmente abile nel mangiare sano, da riuscire a realizzarlo in automatico, quasi senza pensarci, così da renderlo naturale e spontaneo e riservare più energia da dedicare anche ad altre attività.

Essere costanti significa dedicare anima e corpo ad un progetto, esprimere la propria determinazione, significa essere coerenti.

Tante idee, un’unica parola.

Due soluzioni: cambiare parola per esprimere un concetto utile a mantenere comportamenti di stile di vita necessari per vivere bene o modificare quelle idee e quei sentimenti associati all’etichetta costanza che oggi sembrano frenare i tentativi di mantenere sani comportamenti alimentari a tavola e un livello di attività fisica più attivo.